Cooperativa Marta

Cooperativa sociale ONLUS

Il Piano Assistenziale Individualizzato

Il Piano Assistenziale Individualizzato

Il PAI, ovvero l’orientamento alla cultura del lavoro per progetti in luogo di quello per prestazioni, rappresenta il passaggio del guado, la discriminante fra un buon gruppo di professionisti solisti ed un’équipe che può cominciare a definirsi interdisciplinare, avendo compreso gli effetti negativi dell’interdipendenza “non controllata” dei suoi componenti. Per adottare questa metodologia, l’équipe deve prima dotarsi degli strumenti “accessori”, con lo scopo di far viaggiare le informazioni, di tenere sotto controllo le condizioni dell’ospite, di misurare i risultati raggiunti. Sono quindi necessarie consegne integrate, strumenti per guidare l’osservazione dell’utente, procedure e protocolli atti a formalizzare e condividere i passaggi fondamentali dell’assistenza, indicatori di processo e di esito. Naturalmente anche questa fase deve essere gestita con il contributo di tutta l’équipe, evitando di calare strumenti dall’alto, per l’ormai assodata certezza che la partecipazione a questi processi costituisce un presupposto indispensabile per la loro buona riuscita. Il PAI non sfugge alle regole ed ai principi base che la cultura della qualità richiede per ogni fase progettuale (plan, do, check, act), per cui le principali caratteristiche che deve possedere possono essere così sintetizzate:

  • obiettivi chiari, condivisi, realizzabili, misurabili;
  • individuazione delle risorse;
  • individuazione delle responsabilità;
  • definizione dei tempi d’intervento;
  • definizione degli indicatori per misurare i risultati.

Il PAI non deve essere solamente identificato nel documento che rappresenta l’esito della riunione dell’équipe, lavorare per progetti significa dare concretezza alla retorica della centralità dell’anziano rispetto al lavoro di tutti e conferire centralità al lavoro di tutti rispetto a quello del singolo. Presupposto fondamentale di un lavoro basato sul PAI è rappresentato dall’individuazione degli strumenti e dei metodi che l’equipe più ritiene confacenti e coerenti con le peculiarità delle proprie caratteristiche e del proprio modo di operare. La scelta di questi strumenti è particolarmente importante quando affrontiamo una fase che rappresenta un presupposto fondamentale del lavoro per progetti: l’osservazione e quindi la valutazione delle condizioni socio-psico-fisiche dell’anziano. Occorre adottare strumenti e procedure indirizzate a guidare l’osservazione mirata dell’ospite e a trarne informazioni preziose ai fini della pianificazione dell’intervento assistenziale. Il PAI si basa sulla metodologia della Valutazione multidimensionale.