Cooperativa Marta

Cooperativa sociale ONLUS

Direzione Servizi Anziani

Direzione Servizi Anziani

Servizi in RSA

La Direzione Servizi Anziani si occupa della gestione delle Residenze Sanitarie Assistenziali e dei Centri diurni integrati, servizi appartenenti alla rete dei servizi socio sanitari della Regione Lombardia. Il Centro diurno integrato, noto come CDI è un servizio definito dalla DGR 8494/2002 (Regione Lombardia) e rappresenta la funzione intermedia tra l’assistenza domiciliare e le strutture RSA. È rivolto ad anziani con compromissione parziale o totale dell’autosufficienza e con necessità assistenziali che superano la capacità del solo intervento domiciliare, ma che non richiedono ancora un ricovero in RSA. Le finalità del CDI sono: la prevenzione e il contrasto alla perdita dell’autonomia personale e delle abilità cognitive e funzionali, promozione della salute mentale nel ciclo di vita senile, contrasto della tendenza all’isolamento attraverso la ricostruzione del tessuto relazionale e sociale attivando le risorse residuali della persona e del contesto di appartenenza. Il modello aziendale della Cooperativa Marta imposta l’organizzazione del CDI secondo i seguenti processi: presa in carico dell’utente e redazione del PAI, definizione dei piani di lavoro e programmazione delle attività indicate nei PAI, conoscenza e condivisione dei protocolli assistenziali, modalità di gestione dei flussi informativi tra centro e familiari e tra centro e gli interlocutori del territorio, verifica e controllo delle prestazioni erogate, ridefinizione dei piani di lavoro. Le figure professionali impiegate su questo servizio sono: medico, infermiere, educatore, fisioterapista, operatore socio sanitario (OSS) e ausiliario socio assistenziale (ASA). L’insieme di queste figure compongono l’équipe multidisciplinare che ha il compito di definire tramite il piano di assistenza individualizzato (PAI), tutte le attività socio sanitarie che insistono sull’ospite del CDI per intervenire sui bisogni che lo stesso presenta.

Le Residenze Sanitarie Assistenziali sono strutture per l’accoglienza e la presa in carico globale delle persone con età superiore ai 65 anni. La Regione Lombardia ha emanato diversi provvedimenti normativi volti a ridefinire progressivamente le funzioni delle strutture di accoglienza per gli anziani. Il primo cambiamento si è avuto con la DGR n. 7435 del 14.12.2001 che ha ricondotto l’assistenza residenziale socio sanitaria agli anziani non autosufficienti ad un'unica tipologia strutturale e organizzativa definita appunto Residenza Sanitario Assistenziale (RSA), con la quale sono stati definiti i requisiti per l’autorizzazione al funzionamento e per l’accreditamento delle RSA nel sistema socio sanitario lombardo. Altri provvedimenti successivi hanno perfezionato le qualifiche del personale da impiegare, i sistemi di classificazione degli anziani che accedono e i sistemi di valutazione della qualità erogata e delle prestazioni aggiuntive.

Fra tutte le definizioni che tentano di inquadrare l’utente attuale dei servizi residenziali per anziani non autosufficienti, quella che pare più rispondente all’attuale realtà è quella di “anziano fragile”. L’anziano fragile è solitamente una persona ultrasettantacinquenne, affetta contemporaneamente da più malattie croniche, a carattere progressivo, spesso incurabili, con frequenti problemi di salute mentale e di autonomia funzionale, per di più in condizioni socio-ambientali difficili, se non addirittura critiche. Si tratta, pertanto, di un paziente ad alto rischio di invalidità, se non già parzialmente o totalmente disabile. Con questa tipologia d’utenza è naturale che le strutture residenziali si sono trovate a gestire problematiche sempre più complesse e hanno dovuto abbandonare la mission della mera custodia, per abbracciare quella della ricerca e tutela della salute dell’anziano.
Quindi le RSA hanno adeguato le proprie organizzazioni e modalità operative alla necessità di un approccio olistico alla persona, mettendo sullo stesso piano le componenti sociali, relazionali, fisiche e biologiche.

La Cooperativa Marta ritiene che per realizzare questa mission occorra adeguare il modello organizzativo intraprendendo la strada del lavoro assistenziale basato sui progetti individualizzati, realizzato da un’équipe multidisciplinare, intendendo per quest’ultima un’équipe in cui il processo decisionale si svolge utilizzando informazioni condivise fra i vari membri, che possiedono competenze diverse.